Banche e istituti di credito, i motivi per cui essere dubbiosi

Quello che molti sapevano da sempre avendolo provato sulla propria pelle, mentre molti altri ne avevano solo un vago sospetto e tanti altri ancora erano e sono del tutto ignari.

Anatocismo, manovre massive, usura, aumenti dei tassi immotivati, microscopici e quasi invisibili, ma di cui quasi nessuno se ne accorge, mentre le banche incassano fior di milioni di euro.

E ancora: costi sui conti correnti eccessivi e ingiustificati che non dipendono in alcun modo dal tasso di interesse, fino ad arrivare alla moltiplicazione delle commissioni.

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Soffermandoci sugli aumenti dei tassi immotivati o meglio non esposti chiaramente dall’istituto, diciamo che una banca non espone la grandezza del suo guadagno, questo accade non solo perché l’operazione finanziaria potrebbe sembrare troppo onerosa per il cliente, ma specialmente perché il tasso di interesse nasconde una particolare caratteristica dietro su cui gli istituti ci giocano sopra e non nascondiamo che sia anche di difficile comprensione per chi non abbia mai studiato un minimo di matematica finanziaria.

Moltissimi al mondo d’oggi ricorrono a finanziamenti per accensioni a mutui o differenti operazioni, e come sempre la banca è il primo istituto che concede il prestito chiedendo in cambio oltre al valore facciale dell’operazione anche la quota interessi misurata dal famoso “tasso di interesse”.

Solitamente il pagamento delle rate con annesso quota interesse si paga mensilmente per comodità del cliente, però leggendo per bene il contratto sottoscritto con l’istituto di credito è presente il tasso nominale annuo, e non mensile.

Chiariamo che il tasso annuo diviso i dodici mesi non corrisponde con il tasso mensile reale che la banca fa sottoscrivere, questo per via della legge di capitalizzazione composta che le banche utilizzano per la maggior parte delle operazioni che effettuano.

Ad esempio, se si contrae un mutuo con tasso di interesse annuo del 12%, questo non significa che il cliente pagherà mensilmente un tasso di interesse dell’ 1%, ma sarà superiore e così facendo l’onerosità dell’operazione aumenta.

Questo significa una piccola perdita per il cliente nel breve periodo, ma nel lungo periodo diventa un’operazione con altri termini, decisamente più onerosa di quella che si credeva fosse.

Per la banca questo moltiplicato ai molteplici clienti diventa un grosso introito per diversi milioni di euro.

Attenzione però, questa non è una truffa ma semplicemente l’applicazione di una formula matematica che definisce il cambio di tasso periodale, si può dire che giova la banca che sfrutta questa legge di capitalizzazione esponenziale.

La prossima volta che si stipula un mutuo sarebbe meglio definire con chiarezza i passaggi che il tasso di interesse compie, chiedendo realmente quanto vale il “mio” tasso di interesse mensile e non calcolato su base annua.

 

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